L’aria è satura di angoscia. I destini di Atice e Sarp, figure cardine della narrazione, restano sospesi in un precario equilibrio tra la vita e la morte. Ricoverati in stato di massima gravità, ogni loro respiro è un miracolo, ogni battito cardiaco un fragile filo che li tiene ancorati alla realtà. La loro lotta silenziosa e disperata si svolge nel cuore pulsante dell’ospedale, ma è un’agonia che risuona ben oltre le mura della loro stanza, toccando nel profondo le vite di coloro che li circondano.
Eppure, in mezzo a questa marea di disperazione, un flebile raggio di speranza comincia a farsi strada. Bahar, precedentemente stremata