ANDRÉS AFFRONTA IL SABOTAGGIO DI GABRIEL E LA MORTE NEI “SOGNI DI LIBERTÀ”
Un’esplosione catastrofica scuote le fondamenta della fabbrica, mettendo a rischio la vita di Andrés e svelando un piano diabolico.
Amici appassionati di drammi intensi e colpi di scena inaspettati, preparatevi a un’anteprima esclusiva che vi lascerà senza fiato. La trama avvincente di “Sueños de Libertad” – nel nostro amato italiano, “Sogni di Libertà” – sta per raggiungere un punto di svolta terrificante, dove il coraggio si scontra con il tradimento e la vita è appesa a un filo. L’episodio in arrivo promette di essere una discesa mozzafiato negli inferi della disperazione, con il nostro eroe, Andrés, messo a dura prova in un confronto finale che potrebbe segnare la sua fine.
Tutto ha inizio nella zona delle caldaie, un luogo che di solito pulsa di energia laboriosa, ma che ora è avvolto da un’atmosfera di terrore crescente. Andrés, con gli occhi brucianti per l’angoscia e le mani sporche di sudore, cerca freneticamente una spiegazione all’anomalia che minaccia di distruggere tutto. “Non trovo alcuna pista,” mormora con voce spezzata, la sua disperazione palpabile nell’aria satura di vapore. Ogni valvola esaminata, ogni indicatore scrutato, non offre alcun indizio di ciò che sta accadendo.

Benítez, il fedele supervisore, si avvicina con uno sguardo perplesso. “È molto strano, Andrés. Non ho mai visto nulla di simile,” ammette, la sua confusione specchio di quella del protagonista. Ma proprio quando la speranza sembra svanire nel nulla, un’intuizione improvvisa colpisce Andrés. Si ferma di colpo, il suo sguardo si fissa su un punto della parete metallica. “Aspetta un momento,” dice, una scintilla di comprensione nei suoi occhi febbricitanti. “Credo di aver capito perché gli indicatori non mostrano l’aumento di pressione.”
La sua attenzione si concentra su un’area specifica, dove la notte precedente era stato avvistato Gabriel. “Guarda qui,” indica Andrés, puntando il dito verso una valvola. “Qualcuno potrebbe aver manipolato il sistema.” Benítez resta pietrificato, incredulo di fronte a una simile possibilità. “Non può essere,” risponde, la sua voce un sussurro di shock.
Ma Andrés, con il viso segnato dalla fatica e dall’angoscia, insiste. “È l’unica spiegazione. Solo così si giustificherebbe l’aumento di pressione senza che i livelli lo indichino. Questo spiega perché la caldaia non si spegne.” Il suo sguardo si posa su Benítez, e una sentenza inesorabile emerge dalle sue labbra: “Questo potrebbe essere un sabotaggio.” Il suo collega lo osserva, allarmato. Sabotaggio. Ma chi potrebbe compiere un atto così distruttivo?

In quel preciso istante, Gabriel appare, la sua entrata in scena un velo di falsa preoccupazione. “State bene?” chiede, il suo tono apparentemente nervoso. Ma Andrés non è più un uomo cieco. Lo guarda con una rabbia contenuta che minaccia di esplodere. “Che ci fai qui?” urla. Gabriel, con voce melliflua, risponde: “Begoña mi ha chiesto di venire a prendervi. Dobbiamo uscire subito.”
Ma Andrés non si lascia ingannare dalle sue parole dolciastre. “Sei stato tu, vero?” gli grida, la furia che prende il sopravvento. “Qualcuno ha sabotato le caldaie.” Gabriel finge sorpresa, ma i suoi occhi tradiscono una scintilla di panico. “Io, Andrés, ti stai impazzendo. Dobbiamo andare via prima che sia troppo tardi.” Andrés fa un passo avanti, afferrando Gabriel per il colletto della giacca. “Se non mi dici quello che sai, non uscirai di qui,” lo avverte, la sua voce carica di un’ira disperata. Gabriel, terrorizzato, rimane in silenzio, mentre Benítez, paralizzato dalla tensione, non osa intervenire.
Nel frattempo, fuori dalla fabbrica, l’atmosfera è carica di angoscia collettiva. I lavoratori osservano con terrore il fumo che si sprigiona dall’edificio, presagendo il peggio. Begoña, con una determinazione incrollabile, rifiuta di andarsene nonostante le suppliche di Tasio. “Begoña, per favore, ti ho chiesto di andare via,” implora lui, la sua voce rotta dalla disperazione. Lei, con gli occhi lucidi di lacrime, risponde con fermezza: “Non mi muoverò di qui finché loro saranno dentro.” Tasio cerca di calmarla: “Andiamo a vedere. Andrés mi ha promesso che se le cose si fossero complicate, sarebbe uscito subito.” Ma Begoña replica con angoscia: “E se non avesse tempo, Tasio? E se fosse troppo tardi?” Lui sospira impotente: “Non pensiamo al peggio. Non mi perdonerebbe mai se mettesse in pericolo te o gli altri.”

In quel momento, Raúl arriva di corsa. “Sono usciti quasi tutti, ma se posso aiutare in altro modo, ditemelo,” informa preoccupato. Cercano nuovamente di allontanare Begoña, ma lei rimane immobile, lo sguardo fisso sull’entrata della fabbrica. “Non capisco perché non siano ancora usciti,” dice con la voce spezzata. Tasio, trattenendo la sua disperazione, risponde: “Nemmeno io lo capisco, ma non possiamo entrare. Ascoltami, ti prego.” Nonostante tutto, Begoña non si muove, il suo sguardo perso nella porta, come se si aspettasse che Andrés apparisse da un momento all’altro.
Nel frattempo, nella casa della famiglia Reina, la tensione è quasi insopportabile. Manuela arriva di fretta, accompagnata da María, entrambe visibilmente alterate. “C’è stato un problema alla fabbrica,” annuncia Manuela. “A quanto pare, un guasto alla caldaia ha obbligato lo sgombero di tutta la colonia.” María, con le lacrime agli occhi, esclama: “Andrés è andato lì.” Damián, allarmato, chiede: “Che tipo di problema?” María risponde tremante: “Sono in pericolo. Andrés voleva risolverlo senza sapere che fosse così grave. La caldaia può esplodere per la pressione.” Marta, pallida, fatica a parlare. “E chi altro è lì?” Manuela risponde: “Ci sono Andrés e l’addetto alla manutenzione, ma c’erano anche don Gabriel e doña Begoña.” Damián tenta di chiamare la fabbrica, ma nessuno risponde. María, con la voce spezzata, chiede: “E se fosse esplosa?” Marta cerca di rassicurarla: “Tranquilla, María, è mio fratello, non si arrenderà così facilmente. Manteniamo la calma.” Damián insiste con la chiamata, ma il telefono rimane muto. Solo il silenzio, un silenzio che presagisce il peggio.
Tornando nella sala delle caldaie, la tensione raggiunge il suo apice. Andrés tiene Gabriel tra le mani, la discussione si fa sempre più violenta. Gabriel, cercando di mantenere la calma, insiste: “Non capisco di cosa parli.” Ma Andrés, furioso, risponde con voce tremante: “In gioco c’è la vita di molte persone. So che sei stato tu. Hai incastrato Remedios per farla finire in prigione. Hai sabotato il profumo e ora farai saltare tutto in aria. Dimmi, cosa ti abbiamo fatto, Gabriel?” Gabriel lo guarda con sfida, anche se la sua voce rivela la paura. “Non so di cosa stai parlando, Andrés. Per favore, andiamo via di qui prima che sia troppo tardi.”

Andrés lo scuote con forza. “Non dirmi altre bugie, dimmelo ora o moriremo tutti.” Gabriel lo spinge urlando: “Lasciami andare!” Ma Andrés lo riafferra per il colletto della giacca, pieno di rabbia e disperazione. “Dimmelo. Fallo e basta.” Benítez, da un angolo, osserva la scena con gli occhi sbarrati, paralizzato dalla paura. Gabriel rimane in silenzio, ma nei suoi occhi si riflette il panico. Andrés, con la voce spezzata, grida ancora una volta: “Dimmelo una volta per tutte o moriremo tutti e tre.”
Finalmente, Gabriel cede, il volto stravolto. “Sì, ho manipolato i contatori. Ma ormai non c’è più niente da fare. Andrés, lasciami andare, per favore.” Andrés lo spinge contro il pannello di controllo. “Allora risolvilo. Fallo ora.” Gabriel, messo all’angolo, non sa cosa fare. “Non lo so. Non so come aggiustarlo!” urla disperato, la voce tremante. Benítez interviene, cercando di mantenere la calma. “Se ci dici esattamente cosa hai toccato, forse possiamo risolverlo.” Andrés gli grida ancora una volta: “Diglielo, Gabriel. Non abbiamo tempo.”
Con le mani tremanti, Gabriel indica i cavi che ha scollegato. “Erano questi, questi qui,” dice, mentre l’allarme inizia a suonare con forza. Il suono è assordante. La pressione aumenta a livelli critici. Gabriel indietreggia, consapevole che non c’è più modo di fermarlo. “È troppo tardi!” urla prima di fuggire, abbandonando Andrés e Benítez al loro destino.

Andrés tenta di aprire le valvole di emergenza mentre Benítez cerca di liberare la pressione dal pannello secondario. Ma la caldaia non resiste più. Una potente esplosione scuote tutta la fabbrica. Il terreno trema, le pareti crollano e una densa nube di fumo e fuoco lo copre tutto. Andrés e Benítez cadono a terra, colpiti dall’onda d’urto.
Fuori, il boato si sente in tutta la colonia. Nella casa della famiglia Reina, Damián non si stacca dal telefono. Chiama ancora e ancora, ma nessuno risponde, né negli uffici, né nel laboratorio, né negli stabilimenti. Finalmente, Germán risponde con la voce spezzata. “Signor Damián, c’è stata un’esplosione nella zona delle caldaie.” Damián sente un brivido. “Un’esplosione. Ci sono feriti. Mi dica chi era lì dentro.” Germán, con voce tremante, risponde: “Andrés, Benítez e Gabriel. Erano lì quando tutto è accaduto.” Damián resta in silenzio, mentre il telefono gli scivola quasi di mano. Si gira verso Marta, Pelayo e María, che lo osservano con ansia. “C’è stata un’esplosione nella sala delle caldaie,” dice con il volto stravolto. “Lì c’erano Andrés, Benítez e Gabriel.” María scoppia in lacrime. Il cuore di tutti batte forte tra la paura e la disperazione.
Nella fabbrica rimane solo il suono del fuoco che consuma il metallo e una densa nube di fumo che copre tutto ciò che un tempo era la sala delle caldaie.

Riuscirà Andrés a sopravvivere all’esplosione della sala caldaie? Verrà finalmente scoperto che Gabriel è stato il responsabile del sabotaggio? Come reagirà Begoña sapendo che Andrés potrebbe aver perso la vita per salvare tutti? Quali conseguenze porterà questa tragedia per la famiglia Reina e per la fabbrica? Diteci nei commenti cosa pensate che accadrà. Siamo entusiasti di leggervi. Grazie per averci accompagnato in questa anteprima esclusiva di “Sogni di Libertà”. Vi aspettiamo in un nuovo speciale anticipazione. Fino alla prossima volta. Yeah.