TRADIMENTO ANTICIPAZIONI: GUZIDE SCOPRE LA VERITÀ SCONVOLGENTE: Tarik Ha Dato Via il Figlio DISABILE
Un segreto oscuro emerge dalle tenebre, minacciando di distruggere vite e famiglie. Il venerdì 14 novembre, “Tradimento” ci immerge in un vortice di emozioni e rivelazioni scioccanti che segneranno per sempre il destino dei suoi protagonisti.
Il cuore di Mualla è a pezzi, lacerato da un dolore insopportabile. L’addio di Caraman, il ragazzo che ha cresciuto come fosse suo sangue, ha lasciato un vuoto incolmabile. Dopo aver scoperto la verità devastante sulle sue origini, quella che lo ha separato per sempre dalla stirpe dei Dicleli, ha scelto di abbandonare la dimora che considerava casa. Ora, Mualla trova conforto nell’unico porto sicuro che le rimane: Gelal. Le sue lacrime bagnano un mare di amarezza mentre confida quanto sia insopportabile vivere senza la presenza quotidiana di Caraman. Non è solo l’assenza fisica a tormentarla, ma il senso di abbandono, la sensazione che anni di affetto incondizionato siano stati spazzati via come polvere.
Gelal, con la partecipazione di chi comprende la profondità di una ferita così aperta, ascolta il dolore di Mualla. Sa che certi legami, anche quando non sono forgiati dal sangue, possono essere più forti di qualsiasi vincolo biologico. Mentre le emozioni aleggiano nell’aria, il telefono di Gelal squilla, rompendo la quiete. È Oilum, la sua voce urgente, che necessita di aiuto per una questione estremamente delicata: la ricerca delle sue vere radici biologiche. Gelal, senza esitare, accetta di incontrarla, promettendo il suo pieno sostegno in questa impresa che potrebbe riscrivere la vita di Oilum.
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Al calar della sera, Umit si prepara a uscire. Una fragile riconciliazione con Yesim è appena stata sigillata, e ora devono incontrarsi per discutere di questioni professionali, organizzare un nuovo servizio di catering, pianificare ogni dettaglio. Ma per la sua famiglia, Umit inventa una scusa plausibile, desideroso di mantenere la massima discrezione su questa collaborazione lavorativa.
Nel frattempo, Gelal mantiene la promessa fatta a Mualla, informandola della richiesta di aiuto di Oilum. La giovane donna è determinata a scoprire chi siano i suoi veri genitori, da dove provenga realmente. Mualla comprende appieno la complessità di una simile ricerca, sapendo quanto possa essere doloroso non conoscere le proprie origini, ma anche quanto possa essere rischioso scoprire verità che potrebbero essere ancora più laceranti dell’ignoranza.
Il giorno seguente si apre con un tentativo di riavvicinamento tra due uomini legati da un vincolo biologico che fatica a riconoscere sul piano emotivo: Caraman e Sesai. L’atmosfera è carica di imbarazzo e incertezza. Caraman, con voce esitante, confessa a Sesai la sua difficoltà nel percepirlo come figura paterna. Non è rifiuto, ma una mancanza di quella connessione istintiva. Eppure, ammette con disarmante sincerità di essere rimasto profondamente colpito dalle qualità di Sesai fin dal primo momento: la sua calma interiore, la serenità che traspare, la dolcezza innata. “La tua tranquillità mi ha affascinato sin da subito,” confessa Caraman, con voce carica di emozione trattenuta. Sesai, commosso dalla franchezza del ragazzo, gli assicura che non gli imporrà mai nulla contro la sua volontà. “Puoi darmi qualsiasi nome tu voglia,” dice con gentilezza. “Non ti costringerò ad accettare un ruolo che non senti tuo.” Caraman annuisce, consapevole della posizione surreale in cui si trova, ma confida che il tempo sistemerà le cose.

Poi, con un cambio di tono che rivela la sua preoccupazione per questioni più ampie, Caraman chiede a Sesai se l’udienza di divorzio da Guzide sia effettivamente prevista per quel giorno. Sesai conferma con un cenno del capo, ma il suo volto si oscura. “Sì, l’udienza è programmata,” ammette, “ma non è affatto quello che desidero nel profondo del mio cuore. Sto procedendo con il divorzio unicamente per rispettare la volontà di Guzide, non perché sia convinto che sia la scelta giusta.” Caraman, ascoltando quelle parole cariche di rimpianto, sente nascere in sé un impulso protettivo verso quell’uomo che fatica ancora a chiamare padre. Lo guarda negli occhi e lo sprona con decisione: “Devi cercare un’altra possibilità, non puoi arrenderti così facilmente. Devi parlare con Guzide, aprire il tuo cuore, dichiararle nuovamente i tuoi sentimenti senza paura. A volte le persone hanno bisogno di sentirsi dire ancora una volta quanto sono amate, anche quando sembra troppo tardi.”
In un altro angolo della città, Guzide è intenta a piegare con cura i minuscoli vestitini di Jan, commentando con Ozan quanto siano adorabili. L’arrivo di Mualla, elegante e composta, sorprende Guzide, che la invita cortesemente ad accomodarsi. Poco dopo, arrivano Caraman e Oilum. Guzide, con la sua solita discrezione, vorrebbe lasciarli soli, ma Mualla la ferma con un gesto delicato, pregandola di rimanere. Vuole che Guzide sia presente, che ascolti ciò che sta per dire.
Con voce che trema leggermente per l’emozione, Mualla si rivolge direttamente a Caraman, supplice: “Torna a casa. La villa, da quando tu e Oilum ve ne siete andati, è diventata un luogo vuoto e silenzioso.” Ma Caraman, con espressione ferma, ribadisce la sua posizione: “Quella casa non mi appartiene. Non essendo un membro biologico della famiglia dei Dicleli, non sarebbe corretto continuare a viverci.” Mualla, non disposta ad arrendersi, si avvicina e si siede accanto a lui. Il suo sguardo è intenso, carico di affetto: “Il nostro legame non si fonda su cromosomi o documenti di nascita, si basa su qualcosa di infinitamente più profondo: l’amore e l’affetto reciproco che abbiamo coltivato.” Indica Guzide e Oilum: “Guarda Guzide e Oilum. Guzide ama Oilum con tutto il cuore, nonostante sappia perfettamente dello scambio avvenuto alla nascita. L’amore vero non ha bisogno di certificati.” Poi, con voce che si incrina, pronuncia le parole più importanti: “Sei mio nipote nel senso più vero e profondo del termine. Io sono stata come una madre per te e nessuna analisi del DNA potrà mai cancellare gli anni che abbiamo vissuto insieme.”

Le ore scorrono inesorabili e arriva il momento temuto e atteso: l’udienza in tribunale. Guzide si presenta davanti al giudice, dignitosa ma con il cuore pesante. Richiede formalmente che la causa di separazione venga accolta. Il giudice si rivolge poi a Sesai per raccogliere la sua dichiarazione. L’uomo si alza lentamente, un’aura di attesa sovrasta l’aula. Con voce ferma ma carica di emozione trattenuta, Sesai pronuncia parole che nessuno si aspettava: “Non voglio il divorzio. Rifiuto categoricamente di accettare la fine del mio matrimonio.” Poi, davanti a tutti, ammette pubblicamente ciò che ha tenuto rinchiuso per troppo tempo: “La amo ancora, la amo moltissimo, la amo con un’intensità che non è diminuita nemmeno di un grammo, nonostante tutte le difficoltà attraversate.”
Guzide, colta alla sprovvista, interviene con voce alterata: “Abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa, abbiamo messo nero su bianco la nostra volontà di separarci!” Ma Sesai, incurante delle formalità legali, continua imperterrito: “Non mi interessa cosa dice un documento firmato, non mi importa delle procedure giudiziarie, il mio cuore continua a battere per lei e questo è l’unico fatto che conta veramente.” Guzide, con un misto di frustrazione e dolore, lo accusa: “Non mi hai mai parlato quando era il momento giusto! Perché questi sentimenti arrivano solo ora, in un’aula di tribunale, quando ormai sembra troppo tardi?”
Sesai china il capo, ma poi inizia a spiegare con una vulnerabilità disarmante le ragioni profonde del suo silenzio. Il suo mutismo non è stato indifferenza, ma paura. Paura di deludere suo padre, di non essere all’altezza, di rattristare sua madre. È stato cresciuto in un ambiente dove gli è stato insegnato a tacere, a non esprimere sofferenza o dissenso. “Ho sempre taciuto per paura,” confessa con voce roca, “paura di deludere mio padre, di non essere all’altezza delle sue aspettative, paura di rattristare mia madre, di aggiungere dolore al suo dolore. Ho imparato fin da bambino che era meglio non dire nulla piuttosto che dire la cosa sbagliata.” Ammette che tutte queste paure accumulate lo hanno trasformato in un uomo incapace di comunicare.
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Poi, con un colpo di scena che fa trattenere il respiro a tutti, Sesai fa una confessione precisa e dettagliata: si è innamorato di Guzide nel 1988, il primo giorno di iscrizione alla facoltà di giurisprudenza. La scena che descrive è vivida: lei era davanti a lui nella fila per l’iscrizione, e lui, giovane studente, è stato inebriato dal profumo dei suoi capelli, un momento di felicità pura che non ha mai più sperimentato con la stessa intensità. “Quel momento è rimasto scolpito nella mia memoria come il più felice della mia vita,” dice Sesai con voce che si incrina. “E anche in quel giorno, anche davanti a quella felicità così intensa, non riuscii a parlarti. Non trovai il coraggio di dire una sola parola.” Ricorda come, anche diventati amici, lui rimaneva sempre il più taciturno, mentre Tarik faceva di tutto per farla ridere. Sesai dichiara che questa udienza è la sua ultima vera possibilità di parlare.
Se non le ha mai parlato di Cadrie, se ha tenuto nascosta quella parte della sua vita, è stato ancora una volta per paura. Paura che lei non gli avrebbe creduto, paura che qualsiasi spiegazione suonasse come una scusa patetica. “Io non ho più nulla da perdere ormai, per questo posso finalmente dire la verità senza filtri.” Dichiara ufficialmente il suo rifiuto del divorzio e considera nullo il protocollo di separazione. Una mossa legale rischiosa, un gesto disperato di un uomo che non vuole arrendersi all’idea di perdere la donna che ama. Guzide lo osserva in silenzio assoluto, il suo volto una maschera impenetrabile di emozioni contrastanti: rabbia, dolore, confusione, forse anche una scintilla di speranza che non osa ammettere.
Sesai prosegue, la sua voce piena di rimpianto bruciante: “Se avessi avuto il coraggio di parlare con Guzide nel passato, se avessi superato le mie paure, non avrei sprecato la mia vita inseguendo un’illusione vuota.”

In un contesto completamente diverso, Ilknur torna a casa esausta dopo ore passate a preparare una focaccia. Oznur è lì ad ascoltare le sue lamentele. Quando Mualla entra, l’atmosfera cambia. Ordina a Ilknur e Oznur di preparare i piatti preferiti di Oilum e Caraman per una cena speciale. Ilknur nota l’eleganza di Mualla e si congratula con lei per il suo ottimo umore. Nazan, tenendo in braccio il piccolo Gian, commenta quanto sia bellissimo il bambino. Mualla conferma la sua felicità, dovuta all’arrivo di Karaman e Gian. Poi, con un tono malinconico, aggiunge che prova ancora sofferenza per Oilum. Nazan la riprende con uno sguardo complice e Mualla ammette di scherzare, amando moltissimo Oilum e accetterebbe con gioia immensa se Guzide le proponesse di prenderla ufficialmente come figlia. Nazan si dichiara felicissima di vedere quanto sia cambiata Mualla.
In un momento successivo, Caraman e Oilum discutono di Cadrie. Oilum si sente in colpa per averla trattata male in passato, ma Caraman è irremovibile: il suo più grande rimpianto è aver chiamato Cadrie “mamma”. Insiste sul fatto che quella donna non meritava il ruolo che le era stato attribuito. Oilum cerca di difenderla, sostenendo che non le abbiano mai dato la possibilità di spiegare la sua versione. Poi, immedesimandosi in Cadrie, ipotizza che anche lei avesse le sue ragioni, forse spinta dall’amore per il padre di suo figlio, e che potrebbe non aver saputo con certezza chi fosse. Ciò che nessuno dei due sa è che qualcuno, nascosto nell’ombra, sta ascoltando ogni parola.
Nel frattempo, Guzide torna a casa dopo la drammatica udienza, lamentando un forte mal di testa. Rifiuta ogni offerta di Ozan e si ritira nella sua stanza. In un’altra casa, Cadrie osserva una fotografia con Karaman, poi conferma la sua intenzione di vendere la casa e strappa le fotografie dal muro. Ozan e Ozan, osservando l’umore cupo di Guzide, presumono che il divorzio sia stato pronunciato e che lei sia triste. Oilum viene invitata a casa per cercare di tirare su il morale a Guzide. Caraman accetta, ma riflette se avrebbe dovuto stare vicino a Sesai, ammettendo di non sentirlo ancora come padre. Poi, con un gesto definitivo, strappa una fotografia con Cadrie. Guzide, sola nella sua stanza, ripensa ossessivamente alle parole di Sesai, ai frammenti di felicità che la tormentano.

Yesim e Umit lavorano a un catering per una festa. La loro professionalità viene lodata. In un altro luogo, Dundar arriva a scuola per prendere Oiku, ma la maestra esita a consegnarla senza permesso. Dopo aver chiamato Yesim senza successo, contatta Tarik, che, convinto sia Ozan, concede il permesso. Dundar e Oiku si dirigono a casa, felici di trascorrere del tempo insieme. La nuova Tata li fa entrare, ignara dell’arrivo di Dundar.
Più tardi, Oilum, Caraman e Mualla si recano a casa di Guzide. Oilum, preoccupata per la madre che non è uscita dalla sua stanza, la incoraggia a mostrare la sua vulnerabilità. Guzide rivela inaspettatamente: “Non abbiamo divorziato. Sesai ha rifiutato di accettare il divorzio, ha dichiarato nullo il protocollo.” Oilum è sorpresa ma felice, lodando Sesai per non aver rinunciato alla donna che ama. Guzide, tuttavia, scuote la testa: “Il matrimonio si basa sulla fiducia, e Sesai ha tradito quella fiducia.” Con determinazione ferrea, afferma che divorzieranno comunque.
La Tata di Oiku se ne va, lasciando la bambina con Dundar. A casa di Guzide, la cena procede, ma Mualla è pensierosa. “Mi trovo seduta a questo bellissimo tavolo con persone meravigliose,” dice con emozione, “e mi dispiace profondamente di non essermene resa conto prima.” Guzide, commossa, le dice che ora ha una famiglia che la ama. Oiku chiede a Dundar se fosse il suo vero fratello, proponendo di scambiarsi i numeri di telefono. Dundar accetta, nonostante lo sguardo severo di Yesim.
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All’esterno, Sesai viene sorpreso da Tarik, che lo accusa di essere lì per creare problemi. Tarik entra in casa, accusando Yesim di aver permesso a Dundar di prendere Oiku senza autorizzazione. Yesim nega con vemenza, cacciandolo via e ricordandogli che sono divorziati. Tarik si rivolge a Oiku, ma la bambina, per proteggere sua madre, mente dicendo di essere tornata a casa con lo scuolabus. Yesim caccia definitivamente Tarik, intimandogli di non tornare. Yesim chiama Umit, ringraziandolo per averla avvisata in tempo. Yesim parla con Oiku, spiegandole che le bugie non sono mai la soluzione.
Dopo cena, Caraman trova Sesai fuori casa. Sesai dichiara che non si arrenderà e seguirà il suo consiglio. Caraman sorride, ma sa che non è il suo posto invitarlo ad entrare. Avverte discretamente Guzide della presenza di Sesai. Mentre gli altri commentano il dolce di Mualla, Guzide esce per affrontare Sesai, invitandolo ad andarsene. Lui risponde con determinazione incrollabile che resterà finché lei non tornerà da lui. Guzide rientra, irritata. Sesai trova un cane randagio e gli dà un nome.
All’interno, Guzide si lamenta della presenza di Sesai. Oilum cerca di intervenire, ma Guzide taglia corto. Mualla concorda con Guzide: la fiducia è fondamentale in ogni rapporto. Propone a Guzide una vacanza insieme, e, dopo un’iniziale esitazione, Guzide accetta.

Tornati a casa, Caraman e Oilum ironizzano sulla futura vacanza di Mualla e Guzide. Mualla sottolinea che i trascorsi burrascosi sono ormai un ricordo. Caraman e Oilum commentano la serata e si domandano cosa ne sarà di Sesai.
La mattina seguente, Guzide trova Sesai ad aver dormito per terra tutta la notte, rifiutandosi di andarsene. Ha trovato un cane randagio che gli fa compagnia. Improvvisamente, Guzide e Sesai rientrano in casa insieme. Lui vorrebbe fare colazione prima della doccia, ma accetta poi il suggerimento. Chiede di dare da mangiare anche al cane.
Dundar si presenta fuori casa di Yesim, ma lei lo respinge con durezza, accusandolo di usare Oiku in modo manipolatorio. Lui promette ricchezze, ma Yesim gli rivela una verità devastante: “Tarik ha un video,” confessa con voce rotta, “un video che mi disonora completamente.” La custodia di Oiku è a rischio. Lascia Dundar sconvolto.

Sesai torna al lavoro con Guzide, accolto calorosamente dai colleghi. Asra chiede a Guzide aiuto contro Tarik, ma lei rifiuta. Sesai si offre di aiutarla gratuitamente. Guzide riceve una telefonata da Nermin, la vedova di un medico, che ricorda un ostetrico di nome Lutfi, noto per la sua dubbia reputazione. Nel frattempo, Gelal informa Oilum che il medico del suo parto è morto, ma che c’era un altro medico presente, promettendo di trovarlo.
Neva cerca di spronare Ipecc a riprendere una vita sociale, ma lei è ossessionata da Oltan. Sesai chiama Ipecc, ma lei, terrorizzata, non risponde. Oltan, parlando con Guside, le confessa che Ipecc ha avuto un aborto spontaneo dopo essere stata aggredita da Celine.
In tribunale, Seline è accusata di tentato omicidio, ma potrà essere processata libera. Oltan informa Guzide che deve divorziare da Ipecc. Guzide consiglia di pensarci bene, ma Oltan rivela l’aborto di Ipecc, causato dall’aggressione di Celine.
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Tornata a casa, Guzide trova Yesim e Umit alla ricerca di un contabile. Guzide promette di dare loro un numero di telefono fidato. Yesim, imbarazzata, rivela a Guzide che Tarik ha commesso un omicidio volontario e che lei ha filmato tutto. Ammette di averlo ricattato per sposarla, ma Tarik è riuscito a far cancellare i file.
Guzide si reca da Han per recuperare il video cancellato. Tolga e i suoi colleghi lavorano intensamente, ma avvertono che il recupero potrebbe essere impossibile. Guside racconta tutto a Sesai, sperando nel successo di Tolga e commentando amaramente che Tarik è anche un assassino. Gli comunica l’aborto di Ipecc, capendo che il matrimonio con Oltan è finito.
Oiku e Yesim aspettano la cena quando Tarik si presenta improvvisamente, minacciando di portarle via Oiku. Tolga comunica che il video è irrecuperabile, ma non si arrende. Oilum chiede a Caraman quando chiamerà Cadrie, ma lui è impassibile. Oilum chiama lei stessa, ma Cadrie, facendo le valigie, non risponde.

Sesai si reca a casa di Ipecc per consegnarla alla polizia, ma Neva la avvisa di non tornare a casa. Ipecc e Neva fuggono, lasciando una casa vuota.
Guside mostra a Nazan un cagnolino adottato con Sesai. Sesai la chiama, frustrato per la fuga di Ipecc. Celine prepara una colazione per Tolga e i suoi colleghi. Guside, determinata a trovare Lutfi, si reca al suo indirizzo con Nazan. Lutfi, malato di Alzheimer, confonde Nazan con la sua ex moglie e parla di una donna di nome Dilek, incinta di un bambino disabile, che hanno deciso di dare via. Guside è sconvolta, esce di casa in preda a un crollo emotivo, chiedendo a Nazan come Tarik abbia potuto compiere un gesto così mostruoso.
Cadrie sta lasciando definitivamente la sua casa. Caraman e Oilum apprendono che ha venduto la proprietà e si è trasferita ad Ankara.

Guside e Nazan raccontano a Sesai la verità: Tarik ha scambiato consapevolmente suo figlio disabile con una bambina. Guside, lucida, sa che Tarik non ammetterà mai la verità e deve trovare un modo astuto per farlo parlare.
Mualla, Ilknur e Oznur discutono dell’imminente compleanno di Jan. Mualla afferma che il compleanno sarà organizzato secondo i gusti dei suoi veri genitori. Caraman e Oilum discutono del motivo del trasferimento di Cadrie ad Ankara, ma Caraman non è sicuro di volerla cercare.
Le anticipazioni di “Tradimento” terminano qui. Finalmente la verità è venuta a galla.
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