LA PROMESSA – Enora Smaschera la sua Identità Segreta, Ferma il Matrimonio e Manda Lorenzo in Arresto: L’Anticipazione Che Sconvolge il Palazzo
Un Fulmine a Ciel Sereno Sulla Promessa: Enora Rivela il Suo Vero Volto, Un Piano Magistrale Sventa il Matrimonio Forzato e Schiaccia Lorenzo Sotto il Peso della Giustizia.
I corridoi de La Promesa vibrano di un’energia inattesa, pronti a essere scossi dalle fondamenta da una rivelazione che promette di ridefinire il destino di tutti coloro che vi abitano. Nei prossimi, incandescenti episodi, la figura enigmatica di Enora abbatterà finalmente le maschere, svelando al mondo intero la sua vera identità in un atto di coraggio che non solo impedirà le nozze riprovevoli tra Lorenzo e Ángela, ma assicurerà anche al perfido Lorenzo il meritato carcere grazie a un piano d’azione di un’intelligenza sorprendente.
Questo non sarà solo un semplice svelamento, ma l’apertura di uno dei più profondi segreti che Enora ha custodito gelosamente, una spiegazione necessaria del perché abbia dovuto vivere nell’ombra, celando la sua verità a ogni singolo abitante del palazzo. Le sue misteriose chiamate, che hanno alimentato dubbi e sospetti, avranno finalmente un unico e potente scopo, innescando un colpo di scena talmente audace da lasciare la narrazione sospesa in un baratro di incertezza e attesa. E ora, con la rivelazione che Enora possiede una profonda autorità legata alla Promessa, la domanda bruciante che aleggia nell’aria è: cosa farà Ángel di fronte a questa sconvolgente verità?
![]()
Il dramma si dipana nell’hangar, un luogo che da tempo è stato il terreno di scontro e di segreti tra Manuel ed Enora. Manuel irrompe deciso, senza un briciolo di pazienza per convenevoli. Gli attrezzi sono sparsi disordinatamente, testimoni silenziosi di un lavoro interrotto. Enora, al fianco del suo amato aereo, finge un’intensa concentrazione, le mani strette su un quaderno, le misure del motore quasi dimenticate. Il suono dei passi di Manuel la fa trasalire; un tremore sottile le percorre le dita, tradendo la sua calma ostentata.
“Enora, dobbiamo parlare,” sentenzia Manuel, la voce tagliente come il metallo che li circonda, un tono privo di qualsiasi indulgenza. Lei si volta, un tentativo disperato di mascherare il panico crescente.
“È successo qualcosa? Sto solo controllando le misure del motore,” tenta di replicare lei, ma Manuel la interrompe con veemenza: “Non mentire. Voglio sapere perché hai usato il telefono per fare chiamate. Con chi parlavi?”

Enora esita. Le parole le si incollano in gola. “Chiamate… ancora mi accusi? Cosa ho fatto adesso?”
“Sì, ti accuso,” risponde Manuel, inflessibile. “Ti accuso di agire alle mie spalle. Ho controllato i registri. Sono state fatte chiamate fuori provincia, e non c’era alcuna autorizzazione per farlo.”
Stringendo il quaderno al petto, Enora cerca un appiglio. “Stavo solo cercando di chiudere alcuni accordi commerciali, tutto legato al progetto di aviazione. Pensavo di poter anticipare i contatti.”

“Senza consultarmi?” Manuel fa un passo avanti, il suo sguardo penetrante. “Stavi lavorando e volevi solo aiutare?”
“Ho solo voluto aiutare,” mormora lei, il nervosismo che affiora.
“Non volevi aiutare, volevi nascondere qualcosa.” L’accusa è diretta, tagliente.
![]()
“È assurdo!” esclama Enora, alzando la voce. “Ho fatto quello che ritenevo fosse meglio. Se il progetto prospera, vinciamo tutti!”
Manuel incrocia le braccia, il suo volto una maschera di incredulità. “Il Conte Santillana non ha ricevuto alcuna chiamata riguardante investimenti. Allora, con chi parlavi?”
Enora distoglie lo sguardo, cercando rifugio nell’incertezza. “Altri contatti, persone interessate a supportare l’aviazione, ma che preferiscono mantenere la discrezione.”

“E questi contatti hanno un nome?” insiste lui, la mascella serrata.
Lei inspira profondamente. “Preferisco non citarli per ora. Ci sono trattative delicate.”
Manuel stringe la mascella. “Trattative delicate… o ordini diretti da qualcun altro?” Il volto di Enora cambia, una smorfia di sorpresa che si trasforma in qualcos’altro. “Qualcun altro?” ripete, tentando di mantenere una parvenza di calma. “Io non ho niente a che fare con altre persone,” risponde la giovane.

“Curioso,” dice Manuel con sarcasmo. “Uno dei numeri a cui hai chiamato appartiene a un’azienda collegata alle proprietà di Leocadia. E ieri lei mi ha elogiato per aver assunto una donna così competente. È stata anche una coincidenza?”
“Sì, è stata una coincidenza!” risponde Enora, ormai fuori controllo. “Mi stai giudicando senza prove. Mi sono dedicata a questo progetto dal primo giorno. Se volessi perjudicarti, non sarei qui adesso.”
Manuel mantiene il suo sguardo fermo. “Chi non deve nulla, non teme.” Poi aggiunge, con una nota di accusa: “Allora, perché hai mentito?”
![]()
“Perché sapevo come avresti reagito!” ribatte lei indignata. “Diffidi di tutto. Non accetti che qualcuno abbia idee proprie. Volevo solo ottenere un supporto finanziario prima che fosse troppo tardi.”
“E perché nascondermelo?” domanda lui, il tono immutato.
“Perché non ascolti nessuno!” replica Enora, le parole che esplodono come schegge. “Tutto deve essere a modo tuo. L’aviazione è il tuo orgoglio, ma è anche la tua prigione. Ho cercato di aprire una porta, e tu lo chiami tradimento.”

Manuel inspira profondamente, cercando di contenere l’ira che monta. “Hai oltrepassato i limiti. Se continui così, ti farò fuori dai progetti.” La minaccia è chiara, inequivocabile.
“Non puoi farmi questo!” protesta lei.
“Posso, e lo farò, se troverò qualcosa di sospetto,” replica lui con durezza.

Enora fa un passo avanti, la voce che si abbassa, diventando quasi glaciale. “Ti pentirai.”
“Ci sono persone che non sopportano di essere contrade,” risponde Manuel senza esitazione. “E ce ne sono altre che non si lasciano manipolare. Dovresti saperlo.”
Lo guarda per qualche istante, poi, senza aggiungere parola, esce con passo affrettato. Il suono dei suoi passi risuona sul pavimento di ferro fino a svanire del tutto, lasciando Manuel solo con i suoi sospetti.
![]()
La Sospettosa Inquietudine di Manuel e il Gioco Manipolatorio di Enora.
Quella stessa sera, Manuel attraversa i giardini de La Promesa con passo svelto e il cipiglio increspato. La discussione riecheggia ancora nella sua mente. Decide di non aspettare oltre. Enora non lo ingannerà di nuovo, e se Toño fosse coinvolto, avrebbe dovuto saperlo prima che fosse troppo tardi. Trovando Toño che chiacchiera con López vicino alle scuderie, Manuel lo chiama a parte. “Toño, dobbiamo parlare da soli.” Il tono è sufficiente a far capire al giovane che si tratta di qualcosa di serio.
Camminano fino al cortile laterale dell’hangar, e Manuel va dritto al sodo. “È riguardo a Enora…”

Toño aggrotta le sopracciglia. “Ancora con questo, Manuel? Ne abbiamo già parlato. Hai una mania personale nei suoi confronti? E sinceramente, non capisco perché.”
“Non è una mania,” replica Manuel con fermezza. “È sfiducia. Oggi l’ho sorpresa a usare il telefono dell’hangar per fare chiamate fuori provincia. E sai dove è andata una di queste? A un’azienda collegata a Leocadia.”
Toño spalanca gli occhi. “Questo non ha senso. Enora non ha mai menzionato Leocadia. E perché farebbe chiamate di quel tipo?”

“È quello che voglio scoprire,” risponde Manuel. “Ma ho bisogno che tu apra gli occhi. Quella donna non è quello che dice di essere. Si sta avvicinando a te per interesse, e il progetto di aviazione potrebbe essere utilizzato per qualcosa di molto più pericoloso.”
Toño incrocia le braccia, diffidente, ma un’inquietudine inizia a serpeggiare. “Manuel, sai che mi fido sempre di te, ma stai andando troppo oltre. Enora è una brava persona, dedicata, e se ha fatto qualche chiamata, sarà stata per aiutare.”
“Come lei dice, ‘Sei troppo buono, Toño, ed è per questo che ti ha scelto, perché sa che non ti fideresti’,” insiste Manuel. “Se ho ragione e lei sta tramando qualcosa, non voglio che sia tu a pagare il prezzo.”
![]()
“E se ti sbagli?” ribatte l’amico. “E se lei è innocente e tu sei solo geloso?”
Manuel lo guarda con freddezza. “Geloso?”
“Sì,” continua Toño esitante. “Tutti notano che passate molto tempo nell’hangar, che lei ammira il tuo lavoro e che la elogi sempre quando parla di aviazione. Forse tutto questo conflitto ha meno a che fare con le chiamate e più con il fatto che lei ha scelto me.”

L’accusa colpisce Manuel in pieno. “Mi stai chiamando invidioso, Toño? Io? Per una donna?”
“Non ho detto invidioso, solo che forse stai confondendo le cose,” risponde il giovane.
Manuel inspira profondamente, trattenendosi. “Non so quello che ho visto. Se vuoi ingannarti, è un problema tuo, ma non dire dopo che non ti ho avvertito.” E senza aspettare risposte, si allontana, lasciando Toño con un’espressione tesa, diviso tra il dubbio e la rabbia.

Ore dopo, Toño decide di affrontare la verità da solo. Sale nella stanza di Enora, che è seduta davanti alla toeletta, pettinandosi i capelli. La luce soffusa del tramonto entra dalla finestra, e lei si volta con un lieve sorriso.
“Toño, che sorpresa? Tutto bene?”
Lui chiude la porta. “Dobbiamo parlare.” Il tono della sua voce la fa raddrizzare immediatamente. “Cosa è successo?”
![]()
“Manuel è venuto a parlarmi oggi,” inizia lui. “Ha detto che ti ha sorpresa a fare chiamate misteriose, che eri coinvolta con gente fuori provincia, che persino la signora Leocadia era in mezzo a tutto questo.”
Enora abbassa lentamente il pettine, fingendo sorpresa. “Ti ha detto questo?”
“Sì. E con una convinzione che mi ha lasciato turbato. Voglio sapere se è vero.”

“Certo che non lo è!” risponde lei, alzandosi. “Dio mio, Toño, me lo chiedi come se gli credessi.”
“Voglio solo capire,” insiste lui. “Hai fatto chiamate a qualcuno, ad aziende, a qualche persona esterna?”
“Te l’ho già spiegato,” replica lei. “Sì, ho fatto alcune chiamate commerciali, ma tutte legate al progetto di aviazione. Manuel è un ossessionato del controllo. Non sopporta vedere qualcuno agire senza la sua autorizzazione. È geloso, Toño. Non di me, di te. Di me?” chiede lui confuso.

“Sì,” dice lei avvicinandosi lentamente. “Non ha mai sopportato che tu, il suo amico fidato, abbia ottenuto qualcosa che lui non può avere. Ho visto come mi guardava, Toño. Ho visto la rabbia quando si è accorto che ero con te. È orgoglio ferito. Vuole allontanarti da me per riaverti sotto il suo dominio.”
Toño scuote la testa, indeciso. “Manuel, non è così.”
“Tutti cambiano quando si sentono minacciati,” dice lei dolcemente. “E sai che il suo ego è enorme. Non vuole perdere il controllo, nemmeno dell’hangar. Pensaci bene, Toño. Io sono qui con te, non con lui. Se avessi qualcosa da nascondere, perché rimarrei alla Promessa?”
![]()
Le parole di Enora suonano convincenti, e Toño abbassa la guardia. “Solo non voglio che mi ingannino.”
“Non lo farò,” assicura Enora, posando una mano sul petto. “Te lo prometto. E se mi permetti un consiglio, forse dovresti tenerti lontano da Manuel. È confuso. Più spazio gli dai, meglio è.”
Toño annuisce lentamente. “Forse hai ragione. Ma se scopro che mi hai mentito, Enora, ti giuro che non te lo perdonerò mai.”

“Non avrai mai bisogno di perdonarmi per qualcosa che non ho fatto,” risponde lei con un sorriso tranquillo.
Lui esce ancora insicuro, ma mezzo convinto. Appena la porta si chiude, il volto di Enora cambia completamente. Il sorriso svanisce, lasciando spazio a un’espressione determinata e fredda.
Il Matrimonio Accelerato e la Rivelazione Finale: La Promessa Rivelata

Dentro il palazzo, la notte cade pesante e l’atmosfera si fa tesa. Lorenzo entra nel salone principale con passi decisi, lo sguardo carico di impazienza. Leocadia è accanto alla finestra, sfogliando distrattamente un catalogo di tessuti per il matrimonio. Senza alcuna cerimonia, lui le strappa il foglio dalle mani e lo getta sul tavolo.
“Tre mesi,” dichiara Lorenzo furioso. “Pensi davvero che aspetterò tre mesi per sposare Ángela?”
Leocadia lo guarda, sorpresa dal tono. “È il termine che abbiamo concordato. Abbiamo bisogno di tempo per preparare la cerimonia, inviare gli inviti, organizzare…”
![]()
“Basta!” La interrompe. “Tre mesi sono troppi. Voglio quel matrimonio la prossima settimana, e se possibile prima!”
Lei aggrotta le sopracciglia. “La prossima settimana, Lorenzo? Questo è impossibile. Ci sono protocolli, accordi con il Marchese…”
“E non parlarmi di protocolli!” urla lui, colpendo il tavolo. “Ángela è mia, e voglio ufficializzarlo prima che qualcun altro tenti di interferire.”

Leocadia si avvicina, cercando di mantenere la calma. “Stai agendo come un pazzo. Se affretti il matrimonio, attirerai l’attenzione di tutti. Persino il Marchese sospetterà.”
“Non mi importa!” dichiara Lorenzo. “Sono stufo di aspettare, stufo di intrighi. Voglio quel matrimonio, e lo voglio adesso. E se Ángela non accetta…”
“Accetterà,” replica lui fermo. “E se non lo farà, imparerà a farlo a modo mio.”

Leocadia lo osserva per qualche secondo, comprendendo che non serve discutere. “Molto bene, Lorenzo. Se vuoi anticipare il matrimonio, così sarà. Farò gli aggiustamenti necessari, ma non dire poi che non ti ho avvertito.”
Lui si allontana soddisfatto, ignaro dello sguardo inquieto di lei.
Nel frattempo, Enora continua a camminare su e giù per la sua stanza. Il suo volto, prima sereno, ora mostra un misto di colpa e sollievo. Sullo scrittoio, il telefono a disco rimane coperto da un panno. Lo scopre lentamente e compone i numeri con precisione.
![]()
“Padre, sono Enora,” dice a bassa voce. “Sì, è tutto pronto. Credono a tutto. Lorenzo vuole anticipare il matrimonio alla prossima settimana. È disperato.”
La voce dall’altro capo risponde con fermezza. “No, ancora nessuno sospetta della mia vera identità, ma non posso più aspettare. Domani troverò il modo di consegnare le prove a Manuel. È l’unico qui di cui mi fido.” Ascolta la risposta con attenzione e annuisce. “Capito. Se Lorenzo farà qualche mossa, avviserò immediatamente. Potete venire quando volete.”
Riaggancia il telefono e chiude gli occhi, inspirando profondamente. Il peso di settimane di menzogne stava diventando insopportabile. Poco dopo, un colpo alla porta la fa sobbalzare.

“Enora,” dice una voce, era Toño.
“Avanti,” risponde lei, cercando di dissimulare il nervosismo.
Toño appare esitante. “Ci ho pensato molto a quello di cui abbiamo parlato. Credo che ti debba delle scuse. Sono stato duro con te.”

Enora forza un piccolo sorriso. “Non preoccuparti. Capisco quello che hai provato. Manuel mi ha confuso. Ma ora vedo che sei incapace di fare del male a nessuno. Mi fido di te,” dice lui avvicinandosi.
Lei abbassa lo sguardo, emozionata. “Grazie, Toño. Voglio solo che tu sappia che se qualcosa dovesse succedere, non ho mai voluto coinvolgerti in tutto questo.”
“Come così?” chiede lui confuso.
![]()
“Lo capirai presto,” risponde lei, deviando lo sguardo.
La mattina seguente, il palazzo è nel caos più totale. Lorenzo ordina di accelerare i preparativi per il matrimonio. I servi corrono per i corridoio, arrivano decoratori e i musicisti provano nel salone principale. Mentre tutti lavorano, Manuel osserva da lontano, a disagio. C’era qualcosa in tutto quello spettacolo che non quadrava. Cerca Enora, deciso a ottenere altre risposte. La trova nell’hangar, china sul tavolo da disegno.
“Enora!” la chiama fermo. “Dobbiamo parlare di nuovo.”

Lei si volta senza paura questa volta. “Anch’io ho qualcosa da dirti, Manuel, ma ti chiedo di ascoltare fino alla fine senza interrompermi.”
“Parla.”
“Avevi ragione su tutto,” confessa lei. “Le chiamate, il mio comportamento strano, i contatti con gente esterna. Nulla di tutto ciò è stata una coincidenza.”

Manuel la guarda perplesso. “Allora, era vero?”
“Sì, ma non come pensi. Non stavo lavorando contro di te, Manuel. Ero infiltrata.”
“Infiltrata?” ripete lui senza capire.
![]()
“Sì,” dice alzando lo sguardo con determinazione. “Il mio vero nome è Enora Fuentes. Sono figlia del sergente Fuentes. Mi ha mandato qui per investigare su Lorenzo e Leocadia. Quello che facevo qui faceva parte di un’operazione segreta.”
Manuel rimane attonito. “Tuo padre è il sergente Fuentes, lo stesso che investigava sugli affari del Marchese e sui sabotaggi all’interno del palazzo?”
“Esattamente,” conferma. “Quelle chiamate che hai tanto messo in discussione erano per lui. Gli trasmettevo informazioni, registravo movimenti, raccoglievo prove. Lorenzo stava deviando fondi e usando il nome del Marchese per coprire i suoi loschi affari.”

Lui si avvicina, impressionato. “Allora, tutto quello che hai fatto è stato per smascherarlo.”
“Sì, dovevo guadagnare la sua fiducia e per questo ho accettato di partecipare ai progetti e di avvicinarmi a Toño. Era l’unico modo per restare qui senza destare sospetti.”
Manuel la osserva in silenzio, sorpreso e visibilmente commosso. “E perché me lo dici ora?”

“Perché domani mio padre verrà ad arrestare Lorenzo. Abbiamo già prove sufficienti. Le firme false, i contratti adulterati e i testimoni. La mia missione è terminata.”
Lui rimane qualche secondo senza reazione. “Hai rischiato la tua vita per questo.”
“Ho fatto quello che dovevo fare. Lorenzo ha distrutto persone buone, ed è ora che paghi.”
![]()
Prima che Manuel possa rispondere, dei passi affrettati risuonano nel corridoio. Era Toño. Entra ansimando. “Manuel, dicono che Lorenzo annuncerà il matrimonio oggi stesso nel salone principale.”
Manuel incrocia uno sguardo con Enora. “È il momento.”
Poco dopo, il salone è gremito. Lorenzo appare in cima alla scalinata imponente e annuncia a gran voce: “Signore e signori, le nozze di Lorenzo de la Mata e Ángela Luján si terranno tra una settimana. Questo è l’inizio di una nuova era per La Promessa.”

Gli invitati applaudono, ma il suono viene interrotto da passi decisi e una voce autoritaria. “In nome della corona, nessuno esca da questo salone.”
Tutti si girano. Il sergente Fuentes appare alla porta, in uniforme, accompagnato da due guardie. Al suo fianco, Enora.
“Fuentes,” dice Lorenzo, sorpreso. “Cosa significa tutto questo?”

“Significa che le tue bugie sono finite,” risponde Enora avanzando. “Sono Enora Fuentes, figlia del sergente, e sono stata mandata qui per esporre i crimini che hai cercato di nascondere.”
“Che sciocchezza è questa?” urla Lorenzo.
Fuentes si avvicina. “Abbiamo prove sufficienti, signor de la Mata. Frodi, deviazioni e sabotaggi. È arrestato in nome della giustizia.” Lorenzo tenta di resistere, ma le due guardie lo immobilizzano.
![]()
“Ti pentirai di questo, impostore!” urla mentre viene trascinato via.
Enora lo guarda con fermezza. “L’unico che si pentirà sarai tu, per aver creduto di poter ingannare tutti per sempre.”
Quando Lorenzo viene portato via, il salone piomba in un silenzio assoluto. Manuel si avvicina a lei, ancora impressionato. “Hai appena salvato La Promessa.”

“Ho solo compiuto il mio dovere,” risponde Enora, emozionata. “E ora, finalmente, posso essere chi sono veramente.” E per la prima volta da quando è arrivata al palazzo, sente il peso delle menzogne dissolversi.
E voi, cosa ne pensate di queste scene sconvolgenti da La Promessa? Credete che Leocadia sarà la prossima ad essere arrestata? Lasciate le vostre risposte nei commenti, perché ci piacerebbe saperlo. E rimanete sintonizzati, perché il video non finisce qui. C’è ancora molto altro sulla vostra serie preferita. Dovete solo cliccare sul video che appare sullo schermo. A presto e ci vediamo nel prossimo capitolo!